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l’Arte Marziale Baji Quan: lo stile delle Otto Estremità

l’Arte Marziale Baji Quan: lo stile delle Otto Estremità

baji martial art

La volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa solo una, e anche molto importante…
Archiloco, poeta greco

In questo articolo:

  • Cosa è l’arte marziale Baji Quan
  • Programma di studio del Baji Quan
  • Domande frequenti sull’arte marziale Baji Quan
  • Le regole del combattimento nel Baji Quan
  • Le armi nel Baji Quan
  • Consigli per il tuo allenamento
  • Pro e Contro del Baji Quan: il nostro verdetto

Un nome semplice per un semplice principio. L’arte marziale Baji Quan (o Ba ji Quan – conosciuto anche in Giappone come Hakkyokuken) è uno stile di combattimento tradizionale noto per i suoi attacchi diretti e potenti. A differenza di altri sport di combattimento come la Kick Boxing, il Sanshou o il Savate, il Baji quan non richiede per forza di cose una preparazione fisica estrema, nonostante possa trasformarsi in uno stile mortale se praticato ai suoi massimi livelli e con un opportuno allenamento fisico. Il suo nome deriva dalle otto estremità (spesso chiamate poli, per coloro che preferiscono identificarlo come “stile degli otto poli”) di cui il corpo umano è naturalmente dotato.

Una combinazione letale di ciò che di più duro e spigoloso il corpo ha da offrire, unito a tecniche marziali semplici ma letali. Tutti concorderanno sul fatto che tirare un pugno fa male, nonostante allenamenti specifici quali il B.M.C. possano rendere quel pugno meno sensibile al dolore. L’arte marziale Baji quan lavora proprio su questo principio fondamentale: il corpo umano da solo è dotato di parti potenti che non richiedono necessariamente alcun condizionamento particolare per procurare danno senza che vi sia la componente “dolore”, e in virtù di questo possono essere usate in combattimento da chiunque, anche da persone senza alcuna esperienza marziale. Tuttavia, è necessario tenere presente quanto segue:

È l’insieme delle abilità che si sommano alle caratteristiche di queste “otto estremità” a trasformare le stesse nel miglior scudo e nella spada più affilata che un combattente possa utilizzare. Se si vuole sprigionare il 100% di queste queste abilità, l’arte marziale Baji è la scelta migliore in assoluto

L’arte marziale Baji basa la propria efficacia proprio su queste otto estremità protettive, il cui unico fine è garantire rapida difesa e la massima efficienza. È anche utile per i praticanti marzialii che non vogliono concentrarsi eccessivamente sul condizionamento osseo e muscolare.

Baji martial art

L’arte marziale Baji Quan nel panorama marziale moderno. L’arte marziale Baji Quan è considerata uno degli stili di combattimento più efficaci e potenti nel bagaglio marziale tradizionale cinese, e ne è la prova il fatto che sia stato scelto tra più di 200 stili di Kung Fu sia in Cina sia a Taiwan proprio per la sua immediatezza. Da secoli, infatti, questo stile è stato utilizzato dalle guardie del corpo dell’Imperatore. Per chi studia l’arte marziale Baji senza alcun fine applicativo, e quindi allenando unicamente i vari Dao lu, le forme del Baji quan diventano un allenamento cardiovascolare perfetto per mantenersi in forma e in salute.

Uno stile completo. Al giorno d’oggi vi sono numerose scuole di difesa personale, così come altrettanti stili marziali (per esempio il famosissimo Wing Chun), il cui cardine curricolare resta, malgrado soddisfi ciò che uno cerca da un’arte marziale, un aspetto prettamente tecnico. L’arte marziale Baji, invece, unisce il tecnico al fisico, senza lasciare questa preziosa componente a discrezione dell’atleta, poichè la preparazione fisica è essenziale in una situazione reale e il più delle volte può fare la differenza. Il Baji Quan è uno stile marziale completo, poiché include tutte le cose che un combattente deve imparare per considerarsi tale, e non tralascia neppure la componente Yang delle arti marziali: il Qigong. E’ appurato infatti quanto l’unione di capacità fisiche e tecniche, unitamente all’allenamento costante del proprio Qi, renda un combattente abile su tutti i fronti, e ne è la prova lo Shaolin Kungfu, che da più di 1500 anni diffonde il concetto di arte maziale come qualcosa non svincolato dal proprio Qi, sottolineando nella sua filosofia quanto sia importante investire anche sul Qigong, non solamente sulla preparazione tecnico-fisica.

Programma di studio del Baji Quan

 L‘arte marziale Baji include:

  • Forme tradizionali (Dao-lu)
  • Forme in coppia (Dui lian)
  • Allenamento ai sacchi
  • Leve articolari e proiezioni (il cosiddetto Qin na del Baji)

Tra le più famose forme (o Dao lu) del Baji vi sono:

八极拳小架 Baji Xiao Jia – Chiamata anche forma piccola/forma breve del Baji. Nella sua brevità, l’essenza dello stile. La Baji Xiao jia è la prima forma (dao lu) che uno studente impara. Si prega di considerare che i vari dao lu possono spesso differire da Maestro a Maestro e da Scuola a Scuola.

八极拳大架 Baji Da Jia – Chiamata anche forma lunga/forma ufficiale del Baji. Dopo aver imparato alla perfezione la Baji xiao jia, questo forma permette allo studente di raggiungere un nuovo livello, unitamente ad un più avanzato ed esigente insieme di tecniche. Questo dao lu si basa sul principio tipico dello stile: “avanza, avanza, e ancora avanza!” ed è chiaramente più impegnativo della precedente Xiao xia.

八极拳母子拳 Baji Muzi quan – Forma della Madre e del Figlio. Il muzi quan è essenziale per qualsiasi combattente Baji, poichè introduce la componente dell’alternare la fase di attacco alla fase di indietreggiamento.

Seguendo il principio dello Yin e dello Yang, il Muzi quan insegna una cosa che un praticante di Baji serio e motivato dovrebbe sempre tenere a mente: c’è un momento per attaccare e un momento per bloccare

Questa alternanza di posture mira a raffinare il praticante Baji a diventare un combattente sicuro di sè, e allo stesso tempo potente.

八极拳对练 Il Dui lian del Baji Parti delle forme studiate vengono prese e applicate tra due avversari in una sorta di combattimento prestabilito, con l’obiettivo di educare il cervello a reagire correttamente a una sequenza di attacchi predefiniti.

八极拳擒拿 Il Qin na del Baji Qin – Leve articolari e proiezioni. Si prega di notare che Qin na è un termine generico usato nelle Arti Marziali per definire “leve articolari” finalizzate a neutralizzare l’avversario senza dover necessariamente bisogno di ricorrere ad un combattimento al 100%, o addirittura mirare al KO. Ogni stile ha il proprio insieme di “Tecniche di Qin na”, e questa parte del Baji ha lo scopo di studiare solo le leve appartenenti a questo specifico stile.

Teoria: un pugno è collegato al braccio, il braccio alla spalla, la spalla al petto, il petto alle gambe, e le gambe ai piedi. Ora, immagina di estendere completamente la canna dell'acqua che usi per il tuo giardino, e poi prova a scuoterla vigorosamente: noterai come la forza si propagherà attraverso tutto il tubo, fino a quando la prima onda generata raggiungerà l'estremità opposta. Questo è il modo migliore per spiegare come viene generata potenza nel Baji.

Pestare è uno dei fondamenti del Baji quan. Il principio è semplice: quando un praticante Baji affronta un avversario che è uguale o superiore alla sua massa e peso, per contrastare questo svantaggio è opportuno "pestare". Mettendola semplicemente, e senza infrangere alcuna legge fisica, nell'esatto istante in cui io calpesto vado a generare, seppur per un breve momento, una massa ed un peso maggiore. La cosa si traduce in un momentaneo vantaggio nel combattimento, permettendomi di finalizzare il mio attacco - oppure - se una delle mie tecniche non dovesse funzionare, pestare mi darebbe comunque la certezza che non sarò spazzato via dalla massa dell'avversario.

L'atto di pestare ha purtroppo un prezzo da pagare, ed è la prova che la domanda sopra menzionata è in parte vera. E' molto insolito "pestare" in combattimento, dove fattori come velocità e agilità sono principi base; l'esperto di Baji lo sa, quindi, per farla breve, quando è saggio usare questa strategia?

In due occasioni: prima, nelle situazioni a breve distanza - e seconda - dopo aver prima destabilizzato l'avversario con tecniche veloci, per poi usare il "pestare" in congiunzione con una tecnica Baji adatta a finire l'avversario, consapevoli che saremmo piantati completamente a terra e potremo sfruttare completamente tutta la nostra massa.

Iniziai a studiare il Baji quan con Shifu Lin Jin Rong, nel nord della Cina, e dopo quattro anni diventai suo allievo diretto. Il suo incredibile modo di insegnare era tecnico e genuino e un giorno, quando mi chiese di eseguire i vari Daolu davanti a lui, decisi di affrontare la sequenza con un ritmo differente, cercando di simulare, nella mia mente, una situazione quanto più realistica possibile.

Mi ritrovai improvvisamente ad accelerare l’intera forma, abbassando ogni mia posizione come se fossi un albero dalle radici mobili, rendendo il tutto una sequenza molto “Shaolinizzata”, e terminando la sequenza col fiatone. Il ritmo era aggressivo e reale, non importava se sfiancante dal punto di vista fisico: dopotutto, pensavo, in una situazione reale si deve dare il massimo, perché potrebbe esserci in gioco anche la vita. Da quel giorno decisi di mantenere questo estenuante ritmo in tutte le mie sessioni di allenamento, nonostante lo sforzo richiesto mi obbligasse a ridurre le ripetizioni ad un numero limitato.

Quando iniziai a praticare Baji per la prima volta nella mia vita, fu dopo 10 anni di allenamento Shaolin, quindi era normale che il mio "cervello rettiliano" decidesse di fondere i principi Shaolin con quelli del Baji. Alla fine ciò che conta veramente, per me, non è competere con "chi la fa meglio" o cercare di emulare “quel tizio su youtube", ma sfidare me stesso, in quanto credo che l'unico avversario con cui mettersi in gioco, ogni giorno, sia quel dannato vizio di pensar sempre che "quello che si sa è abbastanza".

Le regole del combattimento nel Baji Quan

Anche se alcune delle seguenti regole possono essere valide per qualunque sport da combattimento, applicate al Baji faranno del tuo allenamento qualcosa che motiverà profondamente ogni singolo istante che ti allenerai. Cerca di comprendere i principi più profondi di ciò che fai, nonostante alcune caratteristiche di questo stile ti potranno sembrare strane o spesso senza senso, inizialmente: ricorda che c’è sempre un fine dietro ad una tecnica!

  1. Avanza, avanza, e ancora avanza!: l’allenamento Baji ti convincerà, a forza di praticarlo, che il tuo corpo deve avanzare, piuttosto che indietreggiare.
  2. Mira alla corta distanza. Anche se un esperto di Baji è allenato sia nella breve che nella lunga distanza, l’efficienza di Baji si identifica principalmente nei combattimenti a breve distanza. Un esperto Baji non dimentica mai che questo potrebbe avere il suo lato negativo, anche se la vera padronanza significa anche avvicinarsi all’avversario senza dargli la possibilità di portarti a terra.
  3. Praticare senza soluzione di continuità. Quando pratichi le tue forme Baji (sia una Xiao jia che un altro dao lu) ricorda che l’arte marziale Baji segue il principio del Dao: bianco e nero, duro e morbido, veloce e lento, e così anche le tue tecniche dovranno seguire questa dualità. I gesti non devono apparire come un balletto continuo, ma nemmeno uno schema teso come un robot: preserva le tue energie in un movimento veloce ma rilassato, ma che sappia esplodere al tempo giusto, esprimendo tutta la tua forza quando la parte della tecnica / dao lu lo richiede!
  4. Il tuo corpo come un’arma. Non è un pugno. Non è un calcio. Non è nemmeno un colpo di spalla. È l’intero corpo che impatta. Considera il motore della tua auto: pensi che siano i pistoni a generare energia ..? No, è l’albero motore che li muove e rende vivo l’intero motore!
  5. Rischio. L’arte marziale Baji è chiamata anche “lo stile del coraggio” perché vuole che quel tuo sacrosanto gomito arrivi a impatto nel costato del tuo nemico: non essendo un pugno, questo significa che devi avvicinarti al tuo nemico, da qui la necessità di perfezionare la tua guardia Baji e, ancora più importante, sviluppare un’adeguata strategia.

 

Le Armi nel Baji. Il Baji Quan è uno stile completo, e in quanto tale non può escludere l’utilizzo di armi tradizionali, che sono:

  1. la spada (Jian)
  2. la lancia (Qiang)
  3. la sciabola (Dan Dao)
  4. il bastone lungo (Bang)
  5. il bastone corto (Gun – pronounced “goon”)
  6. l’alabarda (Chun Qiu Dao)
  7. il doppio artiglio di tigre (Hu tou Gou)

Consigli per il tuo allenamento

Lin Shifu Lin Jin Rong
Shifu Lin Jin Rong – Baji Quan Master

  1. Allenati ogni giorno: come tutto nella vita, la differenza la fanno le persone che riescono a padroneggiare la propria mente, a cominciare dalla fatica fisica e dall’alzarsi presto per allenarsi!
  2. Fai attenzione quando pesti troppo forte e troppo a lungo, perché i tuoi piedi potrebbero risentirne nei giorni seguenti. Personalmente raccomando le scarpe Feiyue con le giuste suole-gel installate. Ciò può causare una perdita di “sensibilità al terreno”, è vero, ma i piedi, i polpacci e le articolazioni ne trarranno beneficio, fìdati…
  3. Termina sempre le tue sessioni di allenamento con il giusto stretching e un auto massaggio. Meglio ancora se conosci una forma di Taiji quan.
  4. Le forme Baji sono davvero un buon allenamento cardiovascolare, ma non dimenticare di unire il tuo allenamento Baji con un allenamento fisico adeguato.
  5. Non dimenticare che l’arte marziale Baji si basa sull’impatto, quindi l’allenamento BMC deve essere d’obbligo nel tuo programma settimanale. Senza, sarebbe come essere armati con una spada di legno e uno scudo di legno: sicuramente sei protetto, ma per quanto durerai in combattimento?

È tutto per oggi. Ma non è tutto per il Baji: se sei già un praticante di Baji, sicuramente sai già che le parole devono lasciare spazio all’allenamento. Se invece sei nuovo nello studio dell’arte marziale Baji, allora spero che questo ti sia d’aiuto per avvicinarti a questo fantastico stile. Fabio Zambelli

Pro e Contro: il nostro Verdetto

Pro
  • è uno stile completo: le tecniche non si limitano ai soli arti superiori e inferiori, ma è l’intero corpo ad essere coinvolto
  • è uno stile duro, se ci si allena duramente
  • perfetto sia per i puristi della tecnica che per chi desidera un allenamento fisico intenso
Contro
  • i calci sono assai rari
  • è uno stile che predilige il combattimento a raggio corto
  • può essere particolarmente duro a livello plantare per via del caratteristico “pestare”: raccomandiamo massaggio locale ed esercizi di allungamento mirati.
  • come stile non è secondo a nessuno, se abbinato ad un giusto condizionamento degli arti (si veda BMC) e ad uno stile di combattimento di stampo “kick boxing”

REVIEW OVERVIEW

Facilità di apprendimento
7
Efficacia
8
Coinvolgimento fisico
7
Completezza multidisciplinare
7
Escursione tecnico-articolare
7

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Fabio Zambellihttps://www.martialartsexplained.com/master-fabio-zambelli/
Founder of the Shunlian Shenghuo Kungfu Academy - Master Craftsman of Heart of The Orient - Designer of Martial Arts Explained

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